Mobilità 2019: ipotesi sulle percentuali dei trasferimenti.

 Ipotesi:

a) mantenere il 30% ai trasferimenti interprovinciali, il 10% ai passaggi di ruolo e il 60% ai trasferimenti

b) dividere i posti al 50% per ogni fase, quindi alzare del 10% la quota per i trasferimenti interprovinciali per agevolare il piano di rientro dei docenti assunti dal piano Renzi.

c) differenziare le aliquote nel corso del triennio.

In contemporanea mobilità territoriale e professionale

Una novità del contratto di mobilità per il triennio 2019/21 è lo svolgimento simultaneamente dei trasferimenti e dei passaggi di cattedra e/o di ruolo.

In questo modo si recupererebbero i posti vacanti derivanti dal passaggio di cattedra e/o di ruolo, che potrebbero essere utilizzati per i trasferimenti.

Unica data per i trasferimenti di tutti gli ordini di scuola; necessità, quindi, di individuare una data unica per la pubblicazione dei movimenti per tutti gli ordini di scuola.

Due sono i vantaggi:

  • recupero posti, quindi più domande soddisfatte tra quelle presentate
  • chiusura delle operazioni in anticipo, lasciando spazio alle immissioni in ruolo.

Ripristino della fase comunale

Altra novità attesa nel contratto è il ripristino della fase comunale. Quindi i docenti che chiederanno il trasferimento e il passaggio all’interno del comune stesso avranno precedenza su quei docenti che provengono da altri comuni.

 Incontro tra Miur e sindacati mercoledì 28 novembre

Il Miur e sindacati si incontreranno mercoledì 28 novembre, con l’obiettivo di arrivare alla firma del testo prima della pausa natalizia.

Si inizierà ad intervenire, in maniera concreta, sull’articolato del testo. Un’operazione delicata e alquanto complessa, dato che il contratto sarà triennale.

I docenti attendono di conoscere anche gli esiti della riflessione sulla proposta Miur di ridurre del 50% i trasferimenti da posto di sostegno a posto comune.